Le tappe del GirOlio 2017

Andora (SV)

Sabato 29 aprile 2017

Iseo (BS)

Venerdì 26 maggio 2017

Torremaggiore (FG)

Venerdì 13 ottobre 2017

Villamassargia (CI)

Sabato 21 ottobre 2017

Larino (CB)

Venerdì 27 ottobre 2017

Rapolla (PZ)

Venerdì 10 novembre 2017

Vallefiorita (CZ)

Sabato 18 novembre 2017

Controne (SA)

Sabato 25 novembre 2017

San Casciano in Val di Pesa (FI)

Sabato 2 dicembre 2017
Venerdì 10 novembre 2017

Rapolla (PZ)

Città delle cantine e delle acque termali, Rapolla è un piccolo centro del Vulture Melfese dalle infinite risorse. Vale la pena prevedere una sosta in paese, passeggiare per le strette e suggestive stradine in ripida ascesa verso la sommità del colle, fino a raggiungere la duecentesca cattedrale, da cui si gode il panorama sull’intera vallata e sulle numerose e caratteristiche cantine ipogee che costituiscono il noto “Parco Urbano delle Cantine”, ad ottobre teatro di un rinomato evento enogastronomico. Nel territorio di Rapolla sgorgano diverse sorgenti di acque minerali, in parte sfruttate per cure termali, fanghi e bagni. Rapolla ha origine da un convento basiliano fondato nel X secolo, nel 1042 diviene una fortezza normanna, prima di esser distrutta dai Melfitani nel 1187, per essere poi ricostruita subito dopo da Guglielmo il Buono. La leggenda, in realtà, vuole che la nascita del paese del Vulture si avvenuta ad opera dei discendenti del mitico eroe Diomede, i quali avrebbero edificato, tra il Vulture e l’Ofanto, alcuni tempi, tra cui quello di Apollo a Rapolla. In realtà la sua storia ufficiale risale al V secolo a.C., per mano di coloni greci fondatori della Magna Grecia, insieme ai principali centri lucani di Metaponto e Heraclea (Policoro). In epoca romana, oltre ad avere un’importante funzione di crocevia per i traffici lungo la via Appia, Rapolla sarebbe stata legata alla battaglia contro Annibale in contrada “Querce d’Annibale”, dove il condottiero africano si sarebbe accampato prima di combattere contro il console Marco Claudio Marcello, nella vicina Venusia, nel 210 a.C. Testimonianza d’epoca romana è il marmoreo Sarcofago di Rapolla (seconda metà II secolo d. C.), rinvenuto nel 1856 lungo il tracciato della via Appia antica. Tra i migliori esempi di arte funeraria dei maestri dell’Asia Minore, oggi è conservato nella Torre dell’Orologio del castello di Melfi. Il feudo di Rapolla è appartenuto a diversi signori, in particolare, Roberto d’Angiò l’assegna alla regina Sancha d’Aragona, che a sua volta la vende (1344) al Conte di Mirabella. Dopo una serie di passaggi, nel 1621 tocca ai Carafa e, nel 1632, ai Caracciolo.Visitare Rapolla consente di fare un salto nella storia, lo si percepisce subito visitando il suo centro storico e attraversandone gli antichi rioni. Nel quartiere Piano Castello sono subito visibili i resti delle mura di cinta, in particolare una torre circolare, mentre in Largo Castello si possono ammirare la Torre dell’Orologio e alcuni edifici storici, come Palazzo Lupo, Palazzo Brienza con il suo portale bugnato, Palazzo Megale, in stile liberty, e il Palazzo Dardes. Spettacolare la vista che si gode dal belvedere del Largo Castello. Qui, nella zona sottostante, in Via Monastero, si stagliano sotto gli occhi di chi osserva tante cantine scavate nel tufo utilizzate ancora per la conservazione del pregiato vino Aglianico Doc del Vulture. Esse compongono il Parco Urbano delle Cantine che in autunno si trasforma in una location dalla suggestione unica in occasione di un noto evento enogastronomico. Dopo stradine, scalinate, vicoli e piazzette si raggiunge, in Via dei Fabbri, la Porta dell’Annunziata. Non si può ammirare a Rapolla, dal momento che è custodito nella Torre dell’Orologio del castello di Melfi, ma appartiene a questo territorio, lo splendido Sarcofago di Rapolla, della seconda metà del II secolo d. C., proveniente dall’Asia Minore e ritrovato nel 1856 lungo la via Appia antica. Appartenuto di certo a un personaggio di rango elevato sul coperchio è raffigurata la defunta sdraiata.

 

COME ARRIVARE

 

Da NORD: Se vi trovate in prossimità o sul litorale adriatico, imboccate l’autostrada Adriatica A14 uscite a Cerignola, Lavello, Rapolla. Se vi trovate in prossimità o sul litorale tirrenico, imboccate l’autostrada del Sole A1. Arrivati allo svincolo di Caserta, immettetevi sulla A16 Napoli – Canosa ed uscite a Candela.

 

Da SUD: In prossimità o sul litorale ionico, portatevi sulla S.S. Ionica 106 ed uscite a Metaponto. Imboccate la S.S. 407, Metaponto – Potenza, (Basentana) ed immettetevi sulla S.S. 658, PotenzaMelfi. Uscite allo svincolo Rapolla. In prossimità del basso Tirreno, imboccate l’ autostrada Salerno – Reggio Calabria, uscite a Sicignano e deviate per il raccordo autostradale: Sicignano – Potenza.Immettetevi sulla S.S. 658 Potenza-Melfi. Uscite allo svincolo Rapolla. Da Bari e dintorni , imboccate la S.S. 98, all’altezza di Canosa di Puglia, prendete la S.S. 93 Canosa – Lavello e seguite le indicazioni per Rapolla.

 

AUTOLINEE: servizio “SITA” da Bari,Barletta, Lavello, Venosa, Pescopagano, Potenza, Rionero, Melfi; servizio “MORETTI” da Napoli, Roma , Firenze, Siena, Pisa.

 

IN TRENO: Consulta gli orari dei treni nel sito di Trenitalia.com linea Foggia-Potenza: stazione di Melfi; linea Spinazzola-Rocchetta Sant’Antonio: stazione Rapolla-Lavello.

 

IN AEREO: Collegati al sito Aereoporti di Puglia